Il calcio femminile in Italia: una crescita esponenziale

A partire dal 7 giugno, tra meno di 10 giorni, in Francia prenderà il via il mondiale di calcio femminile. Fin qui nulla di strano, se non che alla competizione prenderà parte, dopo ben venti anni dall’ultima volta, anche l’Italia. Si tratta sicuramente di un risultato straordinario, ma si può tranquillamente parlare di crescita esponenziale del movimento o di semplice fortuna? Propenderei senza esitare per la prima opzione e in questo articolo si cercheranno di illustrarne le motivazioni.

Innanzitutto, un po’ di storia. La prima edizione del campionato italiano di Serie A femminile si è tenuta nel lontano 1968, organizzata dalla neonata Federazione Italiana Calcio Femminile con le stesse regole del campionato maschile. Tuttavia, a differenza di quest’ultimo, le squadre vincitrici si sono alternate maggiormente nel corso degli anni: ben 27 compagini diverse hanno alzato il trofeo, tra le quali spicca la Torres con 7 vittorie. Inoltre, per molti anni hanno partecipato e vinto squadre provenienti da città in cui la squadra maschile ha spesso militato in serie minori, tra cui oltre alla stessa Torres possiamo citare Alaska Lecce, Trani 80 o Reggiana, vincitrici di 3 scudetti a testa.

Venendo al presente, negli ultimi due anni la situazione si è trasformata: nel 2017 l’Atalanta si è apparentata con l’ASD Mozzanica, nello stesso anno la Juventus ha rilevato il Cuneo Femminile, vincendo le ultime due edizioni con la Juventus Women, mentre nel 2018 il Milan ha rilevato il Brescia Femminile, squadra sempre ai vertici della classifica negli ultimi anni. Allo stesso tempo, squadre appartenenti a realtà più piccole come la Torres sono scomparse, portando ad un campionato composto da molte squadre femminili di società sportive militanti in Serie A maschile (Juventus, Milan, Fiorentina, Roma, Sassuolo, Atalanta, Chievo), dotate sicuramente di budget superiori.

Tutto ciò, come è facile immaginare, ha portato ad un crescente interesse sotto tutti i punti di vista: il pubblico sugli spalti è cresciuto, arrivando a toccare i 40000 spettatori che lo scorso marzo hanno assistito a Juventus-Fiorentina allo Juventus Stadium; anche il pubblico televisivo è aumentato, con molte partite trasmesse dalla Rai e da Sky. Quest’ultima, in particolare, trasmetterà tutte le partite del mondiale femminile, segno che anche le grandi emittenti puntano fortemente su questo nuovo prodotto.

Il crescente giro di affari attorno al calcio femminile non potrà che portare inevitabilmente all’ultimo grande passo necessario per poter competere anche a livello internazionale: l’ingresso delle squadre femminili tra i professionisti. Ad oggi, infatti, queste rientrano nella categoria “dilettanti”, con contratti che prevedono una retribuzione massima di 30000€. Questo aspetto, ovviamente, scoraggia l’arrivo di calciatrici di caratura internazionale, le quali farebbero aumentare ulteriormente il livello dei campionati, in un circolo virtuoso che porterebbe ad un ulteriore aumento dell’interesse e del giro di affari attorno al calcio femminile.

In conclusione, il mondiale femminile che scatterà il 7 giugno e culminerà con la finale di Lione il 7 luglio è un’occasione per conoscere il mondo del calcio femminile tifando la nazionale azzurra nella competizione più importante, cercando di vincere una volta per tutte anche i pregiudizi e i cliché attorno a questa realtà in costante crescita.

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