Il 5G negli stadi: tra progetti avviati e sogni futuri

L’articolo della scorsa settimana sul nostro blog trattava dell’industria dello sport, che consente agli atleti di avere a disposizione materiale tecnico di altissimo livello grazie al quale i tifosi e gli addetti ai lavori possono ogni giorno ammirare le loro gesta sul campo. E proprio di spettatori si parlerà in questo articolo. O meglio, delle sempre più innovative ed inclusive tecnologie che permettono loro di sentirsi ancor più vicini ai loro beniamini e di analizzarne al meglio le prestazioni.

Nelle ultime settimane alcune testate giornalistiche hanno riportato la seguente notizia: l’imminente introduzione della tecnologia 5G in alcuni stadi di calcio europei. Ma cos’è il 5G? Acronimo di “fifth generation”, è il nuovo standard di comunicazione mobile che assicura una velocità di connessione che, secondo le stime degli esperti, dovrebbe essere pari ad almeno 100 volte quella raggiungibile attraverso l’attuale standard, ovvero il 4G LTE. Vi starete chiedendo come possa tutto ciò migliorare l’esperienza degli utenti e dei tifosi: semplicemente il 5G consente di interagire con l’ambiente circostante, garantendo inoltre prestazioni di rete molto più elevate anche in presenza di molte connessioni in contemporanea, situazione normale all’interno di un impianto sportivo.

Lo spettatore potrebbe, per esempio, guardare nuovi video a 360° in Full HD prodotti in tempo reale, gustarsi un’intervista postpartita condotta a bordocampo da ologrammi dei presentatori del suo programma preferito, usufruire di nuovi servizi digitali basati sulla realtà virtuale o scendere in campo guardando l’evento sportivo da una webcam Full HD presenti in diversi punti dello stadio. O ancora, grazie alla maggiore interazione che si avrebbe con gli oggetti IoT, potrebbe entrare negli spogliatoi e persino in campo se i giocatori indossassero apposite microcamere. Oltre allo spettatore, ne trarrebbero poi beneficio anche gli addetti ai lavori, che avrebbero accesso in tempo reale a infinite statistiche sull’andamento dei match e sulle prestazioni dei singoli atleti. Addirittura, si pensa che la nuova tecnologia possa essere utilizzata in campo arbitrale per migliorare e facilitare le decisioni del VAR, la cui introduzione è stata tanto discussa ed è tutt’oggi oggetto di accesi dibattiti. Infine, anche per gli stessi operatori del campo della telecomunicazione vi sarebbe una sensibile diminuzione dei costi operativi nella gestione dell’impianto.

Il primo evento sportivo trasmesso in diretta con la tecnologia 5G risale a novembre 2018, grazie ad un accordo tra lo stadio Wembley di Londra e la pay-tv BT Sport, mentre tra coloro che stanno sviluppando progetti destinati a rimanere in pianta stabile vanno menzionati TIM, che ha avviato un progetto sperimentale che coinvolge i tifosi dello Stadio Olimpico di Roma e della Dacia Arena di Udine; Vodafone, che sta trattando con il Manchester United per portare il 5G all’Old Trafford; Ericsson e Telefónica, che mirano a rendere il Camp Nou di Barcellona il primo stadio con copertura 5G su base permanente. Per quest’ultimo in particolare, una parte del progetto prevede l’installazione di telecamere a 360° in molti punti dello stadio, che permetteranno agli spettatori dotati di occhiali VR di godersi la partita come se fossero a bordocampo.

Ovviamente si tratta di un’innovazione dagli importanti risvolti economici e normativi. Per quanto riguarda la prima questione, basti pensare che TIM ha investito 2.4 miliardi solo per l’acquisizione delle frequenze, segno che vi è l’intenzione di fare sul serio in questo campo con ampi margini di profitto. Parlando invece dell’aspetto normativo, serviranno ovviamente nuovi accordi commerciali con le pay-tv e sostanziali modifiche ai regolamenti sportivi. Per esempio, in Italia oggi le immagini in diretta di una partita di Serie A possono essere trasmesse unicamente dal broadcaster che si è aggiudicato l’esclusiva e per regolamento i giocatori non possono indossare alcun oggetto abilitato alla trasmissione.

Restiamo dunque in trepida attesa di vedere come questa innovativa tecnologia possa cambiare nei prossimi anni il nostro modo di assistere ad un evento sportivo, mandando in pensione l’attuale modello di fruizione dei contenuti sportivi attraverso lo schermo di un televisore o di un computer.

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