Pirelli e F1: un altro quadriennio di corse

Il finale di stagione, in qualunque sport, ha sempre un sapore dolceamaro: sebbene i bagordi dei vincitori e il malcontento dei vinti saltino all’occhio come unici prodotti finiti, esiste un altro mondo, quello dei bilanci e dei rendiconti finali, che non tutti prendono in considerazione.

E così, con il mercato piloti che impazza ed infuoca le tifoserie, in F1 è tempo di tirare le somme: stavolta, però, non si fa riferimento ad alcuna scuderia, quanto piuttosto all’intero sistema. È di ieri, infatti, la notizia del prolungamento di contratto tra Pirelli e il FOM (Formula One Management) per la fornitura annuale di pneumatici fino al 2023. L’accordo, siglato tra i vertici delle compagnie, ha lasciato intendere una certa soddisfazione da parte della Federazione per il lavoro svolto dalla compagnia italiana negli ultimi anni.

Jean Todt, presidente FIA, si è espresso così riguardo agli ultimi accadimenti: «Sono felice di sapere che Pirelli sia coinvolta per un nuovo periodo quale fornitore ufficiale di pneumatici per il Campionato Mondiale FIA F1, poiché ci consente di beneficiare delle esperienze maturate insieme dal 2011. Siamo consapevoli di quanto sia difficile il compito per un fornitore di pneumatici nelle competizioni automobilistiche, specialmente in Formula 1». Analogo il pensiero in casa Pirelli, con l’AD e Vicepresidente Marco Tronchetti Provera che ha definito la F1 come «la massima espressione delle corse» e «un ambiente perfetto dove Pirelli potrà mettere in pratica tutte le proprie innovazioni in ambito tecnologico».

Ma di quali innovazioni si parla? La prima, già preannunciata, partirà dal 2021: è prevista per quell’anno, infatti, una sostanziale modifica delle dimensioni degli pneumatici, che passeranno dai 13 pollici standard ai 18 pollici. Un cambiamento epocale, considerando che l’utilizzo delle 13 pollici è diffuso in F1 da più di mezzo secolo.

Dalla prossima stagione, inoltre, verrà diminuito il numero di mescole a disposizione dei Team: si passa da sette a cinque tipologie di pneumatici, con un potenziale aumento della competitività sul lato utilizzo ed usura delle gomme.

Fornire pneumatici in Formula 1 «è molto più che assicurare che ci siano gomme sufficienti per ogni monoposto. C’è un pacchetto commerciale da prendere in considerazione, che include pubblicità a bordo pista e altre proposte commerciali che contribuiscano a migliorare lo show. Senza tener conto della capacità tecnica necessaria per l’innovazione e della qualità di un brand che permetta di aumentare il valore della Formula 1. Con le diverse e importantissime novità tecniche e regolamentari previste per il 2021, tutti questi fattori assumono un’importanza ancora maggiore», spiegano in definitiva da Pirelli.

Le sfide sono tante: il prossimo quinquennio ci svelerà se Pirelli sarà stata in grado di apportare modifiche e miglioramenti tecnici tali da confermarsi ancora una volta eccellenza italiana in quest’ambito.

A noi, appassionati da divano, non resta altro che attendere con trepidanza per scoprirlo. Sperando che il sonnifero periodo dei bilanci possa passare nel più breve tempo possibile.

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