I Los Angeles Lakers alzano il trofeo nel segno di Kobe

La stagione NBA più atipica di sempre si è conclusa con il trionfo dei Los Angeles Lakers sui Miami Heat. La squadra, capitanata da sua Maestà LeBron James, ha iniziato la regular season fin da subito con il piede giusto, collezionando vittorie e mostrando a tutti che il 2020 sarebbe potuto essere l’anno giusto per mettere le mani sul Larry O’Brien Trophy.

Un primo ostacolo emotivo che la squadra ha dovuto affrontare è stata la tragica scomparsa della storica bandiera dei Lakers, Kobe Bryant. La franchigia è però riuscita a trasformare il dolore in ulteriore motivazione: i Lakers dovevano riportare il trofeo a Los Angeles dopo ben 10 anni dall’ultima volta, quando il capitano della squadra era Kobe. Successivamente, il lungo stop per il Coronavirus avrebbe potuto giocare a sfavore dei giallo-viola in quanto al ritorno in campo le certezze erano veramente poche. Lo sanno molto bene i Milwaukee Bucks, gli altri favoriti al titolo, che dalla ripartenza non sono riusciti a brillare come in regular season e sono stati prematuramente eliminati ai playoffs. Un’altra storia è invece toccata ai Lakers che, grazie soprattutto alle performance di LBJ ed Anthony Davis, sono riusciti ad eliminare in ordine Portland Trail Blazers, Houston Rockets, Denver Nuggets ed i Miami Heat. Quest’ultimi, guidati da uno straripante Jimmy Butler, sono sicuramente stati la sorpresa di questi playoffs ed hanno duramente combattuto anche nell’ultimo atto.

I Lakers, dopo essere passati in vantaggio per 2-0, sembravano essere destinati ad una facile vittoria, tuttavia grazie soprattutto ad una tripla doppia ed una performance eccezionale di Butler, gli Heat sono riusciti a portare gli avversari a gara 6, dove peró i LAL si sono imposti fin dalla palla a due. Dopo ben 355 giorni dalla prima partita della regular season, i Lakers hanno potuto finalmente mettere le mani sull’ambito trofeo.

Oltre che alla squadra giallo-viola, i complimenti vanno estesi anche alla National Basketball Association ed a tutti gli addetti ai lavori. Erano moltissimi i dubbi sollevati quando Adam Silver ha per la prima volta presentato il progetto della bolla di Orlando, tuttavia si può oggi dire con certezza che l’isolamento dei giocatori ha funzionato in modo perfetto. Sono stati 100 i giorni che le franchigie hanno vissuto all’interno della bolla e nessun giocatore è stato trovato positivo: un successo che apre le porte a molte opzioni per il futuro. È infatti possibile che molte altre competizioni, non solo in America ma anche in Europa, possano seguire l’esempio vincente della NBA per sfuggire al virus. Soltanto il futuro potrà dirci se la bolla di Orlando rappresenterà un modello da copiare, tuttavia per ora è possibile affermare che senza la meticolosa organizzazione della NBA i Playoffs non sarebbero potuti essere giocati e non avremmo visto i Lakers alzare il trofeo.

Quello vinto quest’anno è il diciassettesimo titolo per i Lakers che hanno così raggiunto i Boston Celtics nell’albo d’oro, diventando insieme a quest’ultimi la franchigia con più titoli NBA nel palmares. Tuttavia, quest’ultimo è stato sicuramente uno dei più speciali. Per Kobe.

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