30 Maggio 2022 – Newsletter

GOAT-PSG, LA PIATTAFORMA E-COMMERCE SBARCA NEL CALCIO

Il Paris Saint-Germain ha firmato un accordo triennale con GOAT Group, la piattaforma online che offre scarpe, abbigliamento di lusso e accessori.
Il club sarà il primo ad avere un’area dedicata nello store sulla piattaforma e-commerce di GOAT, dove verrà rilasciata merce in edizione limitata, collaborazioni e articoli vintage. Il marchio apparirà sulla manica delle divise del PSG e e sarà pubblicizzato in televisione, online attraverso i canali social della squadra e allo stadio parigino.
Il PSG ha lavorato con diversi marchi di moda negli ultimi anni, oltre al già presente Nike con cui ha rinnovato la partnership. L’aggiunta di GOAT alle maglie del PSG crea il raro caso in cui un rivenditore di sneaker sarà pubblicizzato sulla stessa uniforme di Nike.
La società di e-commerce si è espansa al di fuori degli USA, sopratutto in Europa e Medio Oriente e sta lavorando direttamente con marchi come Versace e Balenciaga.
L’azienda è stata valutata l’ultima volta a $3,7 miliardi in un round di finanziamento, e si è ora affacciata nel mondo del calcio per far crescere la visibilità del brand e curarne l’immagine.

di Antonio Devilla

CASO WIMBLEDON-ATP: PRONTO IL RICORSO DEL TORNEO

Circa un mese fa, come ormai noto a molti, l’All England Club, ente organizzatore di Wimbledon, ha preso la drastica decisione di escludere dal torneo tutti i tennisti russi e bielorussi, per mandare un messaggio distinto contro la guerra in Ucraina (promosso fortemente dal governo di Londra per ragioni politiche). Recentemente, il circuito Atp ha risposto annunciando che i punti conseguiti dagli atleti durante il torneo non verranno conteggiati ai fini del ranking, mentre quelli ottenuti nell’edizione precedente saranno di fatto rimossi.
Ha giustificato così la scelta tramite i propri canali ufficiali: “La possibilità per i giocatori di qualsiasi nazionalità di partecipare ai tornei solo sulla base del merito e senza alcuna discriminazione è fondamentale per il nostro circuito. La decisione di escludere russi e bielorussi dalla competizione mina questo principio e l’integrità del ranking Atp, e disobbedisce al nostro accordo sul meccanismo che regola le classifiche”.
In seguito, la stessa decisione è stata diramata dalla Wta, ente che regola il circuito femminile.
Dunque, il torneo di Wimbledon 2022, in programma dal 27 giugno al 10 luglio, sarà a tutti gli effetti un’esibizione sportiva, senza influire in alcun modo sui ranking.

Tuttavia, l’All England Club, che ha definito la decisione dell’Atp come “sproporzionata”, molto probabilmente farà ricorso, appoggiandosi anche al supporto degli altri tre Slam (Australian Open, Open di Francia e US Open).
Questi ultimi non hanno attuato le stesse misure contro i tennisti russi e bielorussi, ma assieme a Wimbledon vanno a comporre i migliori quattro tornei al mondo, nonchè i più prestigiosi: nel complesso, potrebbero conseguire un notevole danno d’immagine qualora uno di essi dovesse finire per non valere a fini competitivi durante una stagione.
Nel peggiore degli scenari, dal ricorso si potrebbe degenerare in una vera e propria crisi fra i rapporti tra gli Slam e i circuiti, con i primi che potrebbero lanciare un proprio sistema di classifiche parallelo a quello Atp e Wta.
Il che non ci suona nuovo, anzi, ci rimanda alla questione Superlega che nell’ultimo anno ha divampato all’interno del mondo del calcio.
In ogni caso, il ricorso non è ancora stato ufficialmente presentato, e una delle ulteriori argomentazioni dell’Atp secondo la quale gli atleti avrebbero potuto semplicemente essere ammessi come neutrali, fa storcere ancora di più il naso su come potrebbe concludersi la vicenda.
Al momento dunque, salvo capovolgimenti di scena, il torneo di Wimbledon, il più antico evento di tennis al mondo, nell’edizione 2022 potrebbe valere meno di un Challenger.

di Gianluca Zaghis

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